Netflix e Youtube abbassano la qualità durante la della pandemia

Netflix e Youtube abbassano la qualità durante la della pandemia, questo per garantire una minor saturazione sulla dorsale oceanica. Inoltre, questa riduzione di qualità del segnale è solo momentanea. Quando questa crisi sanitaria, questa pandemia cesserà, si tornerà alla qualità cui ci hanno sempre abituato.

Perché?

Ma perché Netflix e Youtube abbassano la qualità durante la della pandemia? Ovvero, per quale motivo questi due servizi che offrono contenuti di qualità agli utenti a casa, hanno deciso di ridurre la risoluzione in questo periodo?

Ufficialmente Netflix e Google sostengono che questo serva per garantire una maggior banda ai servizi necessari per mandare avanti una nazione. Ricordo che tutto quel che succede in un paese, viaggia su internet.

Consideriamo la segnaletica stradale per esempio. I semafori di ogni città sono ora controllati tramite un segnale internet, o per meglio dire, ogni semaforo è collegato ad una centrale. Ok, non è propriamente collegato all’internet che noi intendiamo, quello dei social network e dei film in streaming. Ma occupa una banda di internet che viene definita “deep-web“.

Vi ho già accennato in un altro articolo cosa sia il deep-web.

Pur trattandosi di deep-web, si appoggiano all’infrastruttura che collega una nazione, una struttura internet.

Buoni propositi

Le intenzioni di questi due colossi dell’intrattenimento sono buone, di certo Google e Netflix hanno una certa rilevanza per quanto riguarda il traffico dati mondiale. Sicuramente i film in 4K e i video su YouTube ad altissima risuluzione (ci sono anche video a 8K) rubano un po’ di banda alle nazioni europee.

Allego di seguito due immagini che raffigurano il traffico internet dei siti, sia in download che in uopload.

Percentuali di traffico dati legato alle categorie di dato
Percentuali di traffico dati legato ai servizi multimediali

Come si vede da questi due grafici sopra riportati, oltre il 55% dei contenuti internet, è legato allo streaming dei servizi video.

Ma il traffico dati del colosso mondiale dello streaming, è appena il 26,58% del traffico legato ai contenuti video. Ovvero circa il 14% del traffico dati globale. Senza alcun dubbio, in questo periodo in cui siamo tutti a casa, il traffico è aumentato, ipotizziamo al 16-17% del traffico video totale.

In nessun grafico compare il vero colosso dello streaming video e per evitare censure, pubblico l’immagine del maggior colosso streaming mondiale, che in questo periodo sta pure regalando profili premium a noi italiani.

PornHub regala ai suoi utenti il profilo premium per il mese di aprile

Esatto, avete capito bene. I video per adulti occupano il 30% del traffico dati internet globale.

Il 30%.

Possiamo quindi capire che il traffico dati globale gestito da colossi calforniani, è una parte ridicola del traffico internet globale.

Ma parliamo di un po’ di numeri.

Per visualizzare questa pagina ci impiegate circa 2 secondi (1,48 per l’esattezza) e scaricate in tutto 2,3M per via di tutte le immagini presenti.
Ipotizziamo che per leggere l’intero articolo, ci impiegate circa 2 minuti, ovvero 120 secondi. Avete quindi impiegato una banda di circa 19K al secondo se potessimo paragonare il caricamento della pagina e la sua lettura, ad uno streaming video.

Ogni secondo di un video per adulti con una risoluzione media, mi riferisco alla risoluzione 480p, occupa circa 100K al secondo.

Consideriamo però una media di oltre 9 minuti di permanenza su un sito e notiamo che il traffico è decisamente importante.

Se volete maggiori informazioni, vi consiglio la lettura di questo articolo, magari rallegra anche la vostra giornata.

Ho i miei dubbi

Dopo l’excursus analizziamo la decisione di questi due colossi.

A mio avviso questi due colossi dello streaming video non abbassano la qualità video in Europa solo per via della loro attenzione ai nostri interessi nazionali. Credo piuttosto che il loro interesse sia più vicino al loro territorio, ovvero sia legato al risparmio che otterrebbero con i loro server che andrebbero a velocità ridotta. E nel campo della manutenzione e gestione dei server, ogni riduzione di risorse e di banda, ha enormi differenze sulla “bolletta” annua.

Guardando la pagina di Google sull’efficenza energetica dei suoi datacenter, si vede un interesse particolare alla riduzione dell’utilizzo della corrente elettrica e quindi di inquinamento.
Ma questo risparmio di corrente elettrica, significa anche un risparmio di acquisto di energia dai suoi fornitori.

Pensiamo ad una economia molto più in piccolo. Ad esempio, le lampadine Led che consentono di risparmiare fino all’80% della corrente elettrica. Su un anno di bollette tutti noi notiamo la differenza. Inoltre acquistando ed utilizzando elettrodomestici di classe energetica superiore, contribuiamo ulteriormente al risparmio.

Allo stesso modo i colossi del web fanno i conti con i loro fornitori e ogni punto percentuale risparmiato, è un punto percentuale in più da aggiungere ai dividendi degli investitori che hanno decisamente più a cuore il loro portafoglio rispetto alla soddisfazione del ragazzino che guarda i video dal suo cellulare.

In conclusione

È sicuramente apprezzabile il tentativo dei colossi della silicon Valley di preservare l’interesse comune tramite la riduzione del consumo di banda mondiale. Ma è anche vero che se Netflix e Youtube abbassano la qualità durante la della pandemia, i clienti avranno un servizio peggiore e si spera che almeno durante questi mesi, il costo per gli abbonamenti venga ridotto o addiruttra, azzerato.

Personalmente pago 15,99€ per il mio abbonamento a Netflix per i 4 schermi 4K, in modo da poterli dividere e se questo mi significa dover dividere 4 schermi di qualità pessima, esigo che ci sia almeno uno sconto.

La versione ufficiale resta comunque quella della riduzione del carico delle reti internet europee ed è stata accolta con parere positivo da Bruxelles. Mi unisco anche io alla speranza che questa misura possa servire almeno in parte a rallentare la gravissima emergenza Sars-Cov-2.