• Le leggende di Apple e Microsoft

Le leggende di Apple e Microsoft

Le leggende di Apple e Microsoft

Le leggende di Apple e Microsoft

Oggi vi vorrei parlare di una storia che parla di una grande disputa tra due colossi informatici. Apple e Microsoft.
Verso la fine degli anni ’90, Gates, salvò le sordi di Apple, prossima al tracollo finanziario, acquistando una ingente somma di azioni.

Non so se è noto a tutti, ma Steve Jobs, pur essendone il fondatore, non è sempre stato a capo di Apple. Ad un certo punto della storia dell’azienda, a causa di dissapori interni, Steve se ne andò per fondare un’altra compagnia, la Next. Il suo progetto indipendente non ebbe grande successo, in quanto malgrado l’alta qualità dei prodottisviluppati, non riuscì a imporsi sul mercato, a causa dei prezzi di vendita troppo alti, rispetto soprattutto alla concorrenza dei cossiddetti “Ibm compatibili“.

Nel 1997 Jobs tornò a lavorare con Apple, trovando però davanti a se un’azienda con perdite superiori all’abominevole cirfra di 800 milioni di dollari ed una riduzione del personale del 25%.

Il ritono di Jobs come consulente fu sancito dall’acquisto da parte di Apple della società per cui se n’era andato via, la Next, per 400 milioni di dollari.

Tra il 1990 ed il 1997 erano avvenute in Apple tutta una serie di avvenimenti che, tra il bene ed il male, ne avevano causato il quasi tracollo.

E’ importante ricordare come sino alla fine degli anni 80 Apple fosse un’azienda più che prospera, e che avesse un profitto maggiore anche rispetto a Microsoft. Come ha fatto in 10 anni a ridursi sino al confine più prossimo del baratro? Ecco in elenco le 5 principali mosse sbagliate di Apple, che tanti guai gli hanno causato:

1) Il lancio, tra il ’90 ed il ’95 di molti modelli di computer, senza che vi fosse una logica di sviluppo ed un target d’utenza definito (a differenza dell’attuale divisione tra Consumer e Pro);

2) La concessione degli elementi dell’interfaccia grafica a finestre a Microsoft, in cambio di un misero anno di esclusiva di Excel su Mac;

3) Il progetto Newton del ‘93, definibile come un avveniristico e costoso fallimento;

4) Il lancio della console per videogames Pippin, altro progetto sfortunatissimo;

5) L’assunzione di Gil Amelio, che avrebbe dovuto salvare l’azienda, con lo stipendio di 1 milione di dollari. La sua incapacità fu tale che, nel primo trimestre di direzione, fece perdere ad Apple ben 100 milioni di dollari, che aggiunte all’anno fiscale precedente, fecero arrivare il suo deficit a 816 milioni di dollari.

Nel luglio del ’97 Gil Amelio, dopo soli 6 mesi, venne scalzato da Jobs, con cui era stato in lotta sin dai primi giorni del suo ritorno. Con la dipartita di Amelio, Jobs divenne  ad interim il nuovo CEO di Apple.
E’ il ’97 appunto l’anno di svolta di Apple, che grazie alle mosse di Jobs ricomincia la sua ascesa. Tra queste mosse vi è uno storico accordo con Bill Gates, ed eccoci al nocciolo della questione.

In cosa consisteva l’accordo tra Apple e Microsoft?

L’accordo, in quanto tale, era definito da uno scambio reciproco di “favori” che avrebbero dato ad entrambe le società dei consistenti vantaggi. L’accordo è stato venduto al pubblico come un trattato di cessate le armi tra Apple e Microsoft, che per poter annunciare credibilmente questo bilaterale cessate il fuoco avevano la necessità di chiudere una partita legale in corso dal 1995.

Apple aveva in quell’anno denunciato Microsoft per aver copiato parte del codice sorgente di Quick Time per utilizzarlo all’interno di Windows. I giudici avevano appurato la colpevolezza della società di Redmond, ma ovviamente gli ottimi avvocati di Gates ed i suoi sconfinati fondi stavano facendo trascinare il processo sino allo sfinimento. Per Apple questo procedimento legale era diventato un ulteriore pessimo investimento.

Jobs ebbe allora una geniale idea, ovvero toccare quello che può essere definito il “punto G” di Microsoft: Internet Explorer. Apple propose l’installazione del browser di Redmond su ogni Mac, in cambio di:

1) Un acquisto di azioni (senza diritto di voto) da parte di Microsoft pari a 150 milioni di dollari. Questa operazione non era mirata a reperire denaro liquido (il buco da colmare era ben più grande), ma avrebbe fatto percepire al mondo che Apple aveva ottime potenzialità, in quanto anche la stessa Microsoft investiva su di essa;

 2) Lo sviluppo di una nuova versione di Office anche per Mac (cosa che Microsoft continuerà a fare, per suo vantaggio, sino ad oggi anche al di fuori dell’accordo);

3) Il pagamento di 150 milioni di dollari per chiudere in maniera extra-giudiziale la causa in corso (quella relativa al codice di Quick Time di cui poco sopra).

Ecco come chiaramente Jobs spiega la natura dell’accordo stipulato con Microsoft al Mac World Expo del 1997:

“Se vogliamo andare avanti e vedere Apple prospera e nuovamente in salute, dobbiamo accantonare alcune idee del passato. Dobbiamo abbandonare la nozione secondo la quale la vittoria di Apple è possibile solo grazie alla sconfitta di Microsoft. Dobbiamo invece abbracciare una nuova nozione, ovvero che se Apple deve vincere, è Apple stessa che deve fare un ottimo lavoro. E se altri si promuovono nel venirci incontro questa è un’ottima cosa, perché abbiamo bisogno di tutto l’appoggio necessario, e se faremo degli errori, non sarà colpa di qualcun altro ma sarà solo colpa nostra. Dunque ritengo che questa sia la giusta prospettiva da seguire. Se vogliamo Microsoft Office su Mac, sarà bene che si abbia maggiore rispetto per la compagnia che lo fornisce. Il software che ci viene fornito a noi piace.

Dunque l’era in cui si stagliava una competizione tra Apple e Microsoft si conclude in maniera risoluta. Questo è necessario per migliorare la salute di Apple, e questo ci permetterà di fare cose incredibili e dare un grande contributo all’industria, rendendoci prosperi e nuovamente in forze.”.

Questo storico accordo fece passare le azioni Apple da 16 a 26 dollari in sole 24 ore.

Molto altro ci sarebbe da aggiungere su ciò che è stato fatto per dare ad Apple un futuro migliore… il riacquisto delle licenze di utilizzo di Mac Os su macchine non Apple, l’ascesa della Pixar e gli accordi con la Disney, la valorizzazione del designer Jonathan Ive (prima di Jobs relegato a mansioni minori), il lancio del primo iMac, eccetera, eccetera, eccetera.

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